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Atelier Ricci: sartoria artigianale italiana in Lucca, adesso è anche online!

- Studio AF Blog -

Atelier Ricci: sartoria artigianale italiana in Lucca, adesso è anche online!

Denny Puppa – Web Developer

Quando un atelier con cinquant’anni di storia ci ha chiesto di raccontarlo sul web, la prima domanda non è stata “cosa mettiamo?” ma “cosa togliamo?”. Questo è il racconto di come abbiamo costruito l’identità digitale di Atelier Ricci: quattro colori, due caratteri, nessun carrello e molta, molta cura del vuoto.

Il brief: raccontare un mestiere, non vendere un prodotto

Atelier Ricci è una sartoria su misura di Lucca, attiva dal 1975. Veste persone: ogni capo nasce da una misura, un incontro, una conversazione.  Così abbiamo scelto di costruire una porta, non una vetrina: un luogo digitale dove entrare, guardare, e poi, se lo si vuole, telefonare. Da qui sono derivate tutte le decisioni successive.

La palette: quattro colori, scelti uno per uno

Abbiamo costruito la tavolozza partendo da un vincolo preciso: doveva profumare di Lucca, non di catalogo.

  • Lino #F9F7F2: le pietre della città di Lucca
  • Ossidiana #1A1A1A: l’inchiostro, la misura, la sartoria
  • Terra #8E735B: il cuoio, il legno, il tempo
  • Oro Sobrio #D4AF37 — un solo accento

Il principio che abbiamo seguito si chiama tonal layering: niente contrasti netti, ma superfici calde e vicine tra loro che si sostengono a vicenda. E soprattutto un solo colore d’accento.

Nel design del 2026 questa è ormai una regola: la ricchezza non nasce dall’aggiunta di colori, ma dalla loro disciplina.

I caratteri: Cormorant Garamond e Inter

La tipografia è dove un progetto rivela le sue intenzioni. Ne abbiamo usati due, e non è una scelta di comodo.

Cormorant Garamond per i titoli. È un Garamond: un carattere del Cinquecento, con grazie sottili e un alto contrasto tra pieni e vuoti. Comunica artigianato, editoria, atelier.

Inter per il corpo del testo. È un sans-serif neutro, progettato per le interfacce: forme aperte, leggibilità altissima anche a schermo.

Perché non un terzo carattere, magari decorativo? Perché la regola del 2026 è massimo due famiglie. Aggiungere un terzo carattere non aggiunge eleganza, toglie chiarezza.

Il design: abbiamo tolto, non aggiunto

Se dovessimo riassumere la direzione visiva in una frase, sarebbe questa: abbiamo passato più tempo a togliere che ad aggiungere.

Nessun angolo arrotondato. Nessuna ombra. Nessun gradiente decorativo. Immagini a tutta pagina, tipografia grande, molto spazio negativo.

La UI: un’interfaccia che si nasconde

Un solo menu, ridotto a un’icona. Pochi controlli, visibili solo quando servono. Nessun pulsante inutile, nessun elemento che chieda attenzione senza meritarla.

La UX: il sito si attraversa, non si consulta

Niente e-commerce: la conversione non è un carrello, è una telefonata. Abbiamo costruito un percorso che porta al contatto, non all’acquisto.

Conclusione: una porta, non una vetrina

Cinquant’anni di sartoria non si comprimono in un catalogo. Si raccontano con calma, con pochi elementi, con molto rispetto per il vuoto.

Il nuovo sito dell’Atelier Ricci è online. Quattro colori, due caratteri, nessun rumore di troppo.

Visita il sito web, buona navigazione!

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