AI Act e contenuti generati dall’AI: cosa è cambiato dal 2 agosto 2026?
Quirino Fulceri – Founder
Gli obblighi di trasparenza previsti dall’AI Act sono ora applicabili. Ecco cosa significa per chi crea, modifica e pubblica contenuti con l’Intelligenza Artificiale.
L’Intelligenza Artificiale è ormai entrata stabilmente nel mondo della comunicazione. Testi, immagini, video e audio possono essere generati o modificati in pochi istanti, ma come deve essere comunicato il loro utilizzo?
Dal 2 agosto 2026 sono applicabili gli obblighi di trasparenza previsti dall’Articolo 50 dell’AI Act, il Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale. La Commissione Europea ha pubblicato apposite linee guida per chiarire come queste disposizioni debbano essere applicate.
Cosa cambia per aziende e professionisti?
1. Testi per social, newsletter, siti e articoli
- Se l’IA serve per bozze, correzioni o idee e poi un umano rivede e pubblica, di solito non serve nessuna dichiarazione.
- Il caso da guardare è il testo pubblicato per informare il pubblico su temi di interesse pubblico (salute, sicurezza, ambiente, sostenibilità). Lì l’etichettatura può servire, salvo che il testo sia stato rivisto e sia sotto responsabilità editoriale di una persona. Le linee guida della Commissione del 20 luglio chiariscono questo punto, quindi conviene leggerle per i vostri casi tipici.
- I comunicati stampa e i contenuti per enti, associazioni o sanità sono i più sensibili.
2. Immagini e video generati (Midjourney, ecc.)
- L’immagine sintetica generica, come illustrazioni o sfondi, non è un deepfake.
- Se l’immagine o il video rappresenta persone, luoghi o eventi reali in modo verosimile, ma falso, è un deepfake e va dichiarato in modo chiaro. Vale anche per voci clonate e avatar realistici.
- La marcatura tecnica dentro il file è un obbligo soprattutto del fornitore dello strumento, non di chi lo usa.
E i contenuti già pubblicati?
Un altro aspetto importante è che i contenuti generati prima del 2 agosto 2026 non devono essere etichettati retroattivamente. La Commissione, tuttavia, incoraggia a farlo quando possibile.
Per alcuni sistemi già immessi sul mercato prima del 2 agosto è inoltre prevista una finestra transitoria fino al 2 dicembre 2026, limitatamente agli obblighi tecnici di marcatura e rilevazione degli output previsti dall’Articolo 50(2).
Cosa significa, in concreto?
L’AI Act non vieta l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella comunicazione. Al contrario, stabilisce nuove regole per rendere più trasparente il rapporto tra persone e contenuti generati o manipolati artificialmente.
Per aziende, professionisti e agenzie significa quindi imparare a utilizzare questi strumenti conoscendo anche gli obblighi che accompagnano il loro utilizzo.
E noi?
Proprio perché parliamo di trasparenza, abbiamo scelto di applicarla anche a questo articolo.
Questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di Intelligenza Artificiale generativa e successivamente revisionato e verificato dalla redazione di Studio AF.
Fonti
- Regolamento (UE) 2024/1689 – Artificial Intelligence Act, Articolo 50.
- Commissione Europea – Linee guida sugli obblighi di trasparenza dell’Articolo 50.
- Commissione Europea – FAQ sugli obblighi di trasparenza dell’Articolo 50.
