DSP 2026: la dodicesima edizione porta l'arte del marmo in fortezza
Paolo Fusco – Graphic Designer
“Io intendo scultura quella che si fa per forza di levare”
Questa citazione di Michelangelo Buonarroti (1475-1564) – uno dei più grandi scultori di tutti i tempi – è stata scelta per caratterizzare l’ultima edizione del DIGITAL STONE PROJECT, la dodicesima, che lo scorso giugno ha visto come ogni anno la partecipazione di scultori provenienti da tutto il mondo.
Un’edizione importante questa che, finalmente, approda in uno dei luoghi più suggestivi della valle del Serchio: la fortezza di Mont’Alfonso. È come se, lungo questo percorso in dodici edizioni, via via tutti gli altri luoghi si fossero tolti di mezzo, lasciando alla fine solo il vero cuore pulsante di questa terra, con un processo non troppo dissimile da quello che lo stesso Michelangelo utilizzava quando scolpiva. Levare, levare, levare… finché non appaia ciò che è già, fin dall’inizio, ma non è ancora reso visibile.
Non ci poteva essere location migliore di questa. In terra di Garfagnana, dominio estense sotto la guida del governatore Ludovico Ariosto (contemporaneo di Michelangelo), la fortezza venne edificata per volontà di Alfonso II d’Este tra il 1579 e il 1586 (Ariosto era morto nel 1533). Oggi importante centro culturale e sede di un ricco calendario di eventi musicali e teatrali, la fortezza ospita le sculture nate dalla collaborazione di Garfagnana Innovazione con Digital Stone Project che organizza ogni anno un’esperienza residenziale per artisti di tutto il mondo che per circa un mese vivono in Garfagnana e realizzano le loro opere mescolando le tecniche digitali offerte da Garfagnana Innovazione con le proprie abilità manuali per dare vita ad un connubio originale tra tradizione e modernità.
Studio AF segue con i propri fotografi professionisti questa manifestazione sin dalla IV ediz. (2016), documentando ed immortalando queste sculture ed i loro autori. Anche in questo caso l’approccio stilistico che ha caratterizzato la comunicazione visiva è all’insegna del minimalismo, togliendo tutto ciò che può distrarre l’osservatore dall’opera scultorea e lasciando, infine, che sia solo questa a parlare.
Siamo tuttavia consapevoli che anche la foto migliore non possa sostituire la visione diretta della scultura, perciò non possiamo che concludere invitandovi a visitare l’esposizione che sarà ospitata nella fortezza di Mont’Alfonso fino a fine agosto.
